Problemi di personale? Pagalo di meno!

Paga di meno e fai in modo che il tuo staff non ti abbandoni più. Diventerai una calamita per camerieri e cuochi di talento.

Hai letto proprio bene: problemi di personale? Pagalo di meno!

Ti sembra impossibile? Un controsenso?

Ti assicuro che invece il modo c’è.

Ma porta pazienza, leggi questo articolo e scoprirai come risolvere il problema della carenza di personale.

Ma prima voglio togliermi un sassolino dalla scarpa… Che dico, un macigno…

Come lo risolviamo il problema della carenza di personale?

Quante ne abbiamo lette… Quante ne ho dovute sentire…

La regina fra le soluzioni che proprio non si possono sentire è lei: è sulla bocca di tutti, perlomeno sulla bocca di tanti quaquaraquà della ristorazione e non.

Sai benissimo di cosa parlo.

Parlo dell’abolizione del Reddito di Cittadinanza.

L’abolizione delle soluzioni “Ad minchiam”

Nasce dall’esigenza di aprire bocca a sproposito, senza capirne una beata mazza del settore ristorativo e della materia risorse umane.

Non ci meritiamo questo. La ristorazione, gli imprenditori italiani, la forza lavoro motivata, qualificata, professionale, non si merita questo.

Davvero vogliamo affidare le nostre aziende a dei collaboratori che, privati del reddito di cittadinanza, sono spinti a lavorare per noi solo dalla fame?

Sono obbligati a doverlo fare e assolutamente non motivati né formati per farlo. È questo che cerchi dal tuo prossimo collaboratore?

Se la risposta è “sì, accontentiamoci, meglio che rimanere con la sala e la cucina vuota”… Che devo dirti, forse non siamo sulla stessa lunghezza d’onda.

Io, per la mia impresa, voglio del personale serio e motivato.

E non dei disperati che non sanno dove andare a sbattere la testa.

La verità, nient’altro che la verità

Partiamo subito da una grande amara verità.

La ristorazione è un campo minato. E ormai lo avrai capito, e perciò devi sempre stare attento a dove metti i piedi. Una magagna dietro l’altra, responsabilità schiaccianti e tanta melma da ingoiare.

Ma questa è la vita che abbiamo scelto. Siamo Imprenditori.

Ci sono tantissime prove da superare, sfide da accettare e da vincere, programmi da cambiare.

E le scorciatoie portano tutte dalla stessa parte. L’imprenditoria è così, la ristorazione è così. Sono nel settore da più di 30 anni, fidati, ne ho viste molte di imprese finire a gambe all’aria per il solito motivo.

L’approssimazione. L’assenza di preparazione. Il qualunquismo quando si tratta di trovare delle soluzioni ai problemi quotidiani che ci tocca affrontare.

Perché è proprio quando tutto sembra andare allo scatafascio che si vede l’Imprenditore: tu non devi mai perdere la calma, e soprattutto la lucidità.

C’è sempre una soluzione.

Te ne giro quattro.

La prima: dai fuoco al tuo locale, incassa tutta l’assicurazione e prendi il primo aereo per Bali. Si sta bene a Bali dopo aver truffato l’assicurazione. Ma prima, assicurati di averne una.

La seconda: una bella ciucca dopo l’altra e vedrete che il problema si risolverà da solo. Con l’ulcera. O la cirrosi epatica. Però si risolve eh!

La terza: prenditela con lo Stato, le tasse, la pandemia, i giovani… Questa è una scelta che porta i suoi frutti. Marci, ma sempre frutti sono.

Poi c’è una quarta soluzione, quella che mi sento di consigliarti con più convinzione.

Dove sono i tuoi collaboratori?

Hai guardato bene sotto il tavolo? Oppure sono in bagno a fumare, come a scuola… O magari sono in ritardo, ma fra poco arrivano… Aspetta fiducioso e mantieni la calma. Niente è perduto.

Oppure sì?

Vedi, il punto è proprio questo: siamo sull’orlo del baratro. E le soluzioni “ad minchiam” si sono mostrate per quello che sono: inefficaci.

E allora, una buona volta, facciamo gli Imprenditori, che per le lagne siamo tutti grandicelli…

Ma se il problema fossimo proprio noi? Se fosse la tua proposta lavorativa che ormai non riesce più ad essere competitiva? E se non riesci a tenerti il personale perché non sai più valorizzarlo?

E se fosse possibile cambiare le cose?

Cambiamo le cose

Il collaboratore non è “un animale” poi così strano. Si muove in branco, un branco che chiamiamo team, squadra, staff.

Non chiamarlo dipendente: il collaboratore è un tuo cliente interno. E come tale devi soddisfarlo. Altrimenti se ne va. A differenza tua, lui è libero di lasciare il tuo locale quando vuole. Ricordalo sempre.

Così come dovresti ricordare che vendi qualcosa non solo ai tuoi clienti esterni, quelli cioè che vengono a mangiare da te, ma anche al tuo cliente interno: gli vendi un posto di lavoro. Non glielo offri, glielo vendi.

E deve essere una proposta a prova di mercato del lavoro. Non puoi pensare che continuando a proporre condizioni di lavoro antidiluviane le cose cambieranno e si aggiusteranno da sole.

Le nuove leve ti hanno già dimostrato che non funziona così. Con loro non hai più il coltello dalla parte del manico: lo stipendio non basta più per farsi preferire rispetto ad altre prospettive.

Devi proporre altro. Devi proporre di meglio.

La tua proposta lavorativa deve essere in grado di darti un vantaggio competitivo rispetto a tutti gli altri che come te cercano personale.

Come si fa?

Devi strutturare una proposta di lavoro a prova di mercato… del lavoro.

Non ci sono più scuse.

Perché il modo c’è. Sta a te scegliere la strada da percorrere. Da oggi, la palla passa all’Imprenditore.

La tua obiezione più grande

Eccola, la sento arrivare, sento che ti arriva proprio dal cuore…

“Tu Emiliano ce l’hai tanto con chi fa il nero… Ma come si fa oggi ad assumere qualcuno in bianco… hai presente quanto mi costa??? Mi conviene il nero tutta la vita… altroché…”

Bene, oggi non mi arrabbierò. Ti capisco, sono un Imprenditore come te. E come te, assumo.

Il nero è il male assoluto, e qui non si scappa. Prima o poi ti beccano, e anche se mi dici che quasi quasi ti conviene pagare la multa piuttosto che mettere tutto in regola…

Beh, sappi che ci sono macchie nella carriera di un locale e di un Imprenditore che non si cancellano.

E sappi anche che un collaboratore serio, che mi auspico sia quello che cerchi, da te non verrà mai se hai di queste patacche sul curriculum.

Poi che devo dirti, se ti piace pagare megamulte, comparire su quotidiani per i motivi sbagliati, e avere le forze dell’ordine periodicamente fuori dal locale, continua così…

Ma non voglio arrabbiarmi in questa sede. Sono talmente sereno che ti concedo un’obiezione bis…

“Ma Emiliano, sai quanti ragazzi rispondono ai miei annunci chiedendo loro stessi di essere assunti al nero?”

Certo che lo so. Ma tu guardati bene da questi elementi. Non è il personale che stai cercando. Come esistono progetti imprenditoriali “ad minchiam”, ci sono anche collaboratori “ad minchiam”.

Impara a riconoscerli, evitarli e soprattutto non attirarli.

Ad esempio, sai che esiste un modo per abbattere il cuneo fiscale? Sì, proprio quel maledetto cuneo fiscale che non fa dormire la notte te e i tuoi collaboratori, passati, presenti e futuri.

Vuoi sapere come attirare il personale giusto per il tuo locale? E soprattutto, come tenertelo stretto?

Te lo dico io: paga di meno e fai in modo che il tuo staff non ti abbandoni più.

Paga di meno e fai in modo che il tuo staff non ti abbandoni più. Premia il tuo staff con Piano Welfare e Piano Incentivi

Puoi ridurre drasticamente il turnover all’interno del tuo locale: è logico che dei collaboratori valorizzati e incentivati non avranno più nessuna intenzione di andarsene dal tuo ristorante.

È possibile annullare quasi del tutto il rischio turnover. Ma tocca a te.

Puoi attirare cuochi e camerieri di talento come le api col miele: racconta nel tuo annuncio che lavorare per te non sarà terribile come lo è oggi nella stragrande maggioranza dei contesti lavorativi.

Non scoraggiarli, incoraggiali invece ad entrare nel tuo locale. Dipende da te.

Paga di meno e fai in modo che il tuo staff non ti abbandoni più. Deve diventare il tuo mantra.

Puoi ottenere il massimo dal tuo staff. È dimostrato che uno staff premiato a dovere, secondo matematiche e meritocratiche regole di incentivi è capace di aumentare il fatturato del tuo ristorante anche del 46%.

Esatto. Ma, indovina? Dipende da te.

E ora senti questa: grazie alla pianificazione di un intelligente Welfare aziendale, e le detrazioni fiscali che ne derivano, sarai capace di risparmiare pagando di meno!

Hai capito bene, puoi risparmiare: pagare meno per un dipendente abbattendo il cuneo fiscale e allo stesso tempo garantirgli il massimo che un posto di lavoro possa offrire con una politica di incentivi e premi.

Incredibile vero? Eppure, dipende solo da te.

Proprio questo intendo quando ti dico che puoi risolvere i tuoi problemi di personale… pagandolo di meno: paga di meno e fai in modo che il tuo staff non ti abbandoni più.

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Una cosa resta da fare. Una cosa rimane da capire, Imprenditore.

Come sempre, la formazione, quella vera, quella che parla davvero all’Imprenditore della Ristorazione, arriva in soccorso di chi non vuole passare la vita a lamentarsi aspettando… la bancarotta. 

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Come vedi la palla passa davvero all’Imprenditore.

Insomma, paga di meno e fai in modo che il tuo staff non ti abbandoni più.

Perché il tempo delle chiacchiere e delle soluzioni “ad minchiam” è finito.

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Facciamo i numeri.

Emiliano

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