Come fare il Business Plan del tuo ristorante

Nessuno fa salti di gioia quando arriva il momento di andare in banca a chiedere soldi.

E soprattutto nessun ristoratore è mai felice di dover ricorrere ai fondi di un istituto di credito per aprire una nuova attività o rinnovarne una già esistente.

Ma tutti gli imprenditori sanno che le banche non sono uno spauracchio da cui fuggire a gambe levate. Al contrario, l’imprenditore nella ristorazione sa che il credito, bancario e non, è un asset fondamentale per crescere e affermarsi sul mercato.

Preferisci investire i soldi di qualcun altro o i tuoi? Anche se hai a disposizione una somma considerevole e vorresti investire, ricordati che fin quando è possibile, è sempre una buona idea “indebitarsi” e non dar fondo alle proprie risorse.

Detto questo, passiamo all’argomento di questo articolo: come preparare un Business Plan, la tua arma segreta per penetrare nel caveau della banca.

Non entrerò nel dettaglio, perché per farlo mi servirebbe un libro (che ho scritto e puoi trovare qui) oppure una consulenza intera, ma voglio darti gli strumenti per poter lavorare al tuo business plan anche in autonomia.

Iniziamo:

 

PRESENTAZIONE

Il nome credo sia abbastanza chiaro: un Business Plan fatto come si deve inizia con un’ampia presentazione sul “Chi siamo” e soprattutto sul Perché della tua idea. Che tu stia chiedendo soldi per un nuovo progetto oppure per un rinnovo in cucina, devi spiegare il perché.

Se vuoi investire in una società già avviata devi avere dietro almeno un anno di bilancio solido e senza nero e devi far sapere a chi ti dovrebbe dare dei soldi i tuoi obbiettivi.

Tu daresti dei soldi a qualcuno che non sa neanche perché li vuole?

 

 IDEA

Questo è lo spazio dove devi presentare al meglio la tua idea. Se vuoi fondi per lanciare la tua nuova attività, presenta qui il nome, il logo e il pay off. Racconta la tua idea al meglio, vendila, devi far percepire che non stai improvvisando.

Sei un professionista che sta dialogando con altri professionisti a proposito di un’opportunità di business.

Non essere timido perché nessuno crederà mai nel tuo progetto se prima non ci credi tu stesso.

Devi spiegare perché la tua idea sarà sicuramente vincente!

 

ANALISI DI MERCATO

Questa è la parte del Business Plan dove devi arrivare preparato. Non alimentare gli stereotipi negativi che il mondo degli affari ha verso i ristoratori.

Per quanto tu possa aver iniziato a fare questo lavoro per passione, adesso che sei un imprenditore non puoi affidarti alla buona sorte o alle intenzioni: devi avere un mindset imprenditoriale e prendere maledettamente sul serio la parte numerica del tuo mestiere.

Qui devi presentare l’analisi del tuo target, cioè che tipo di clientela vuoi attirare (la risposta tutti non vale).

Poi devi entrare nei dettagli della tua concorrenza: perché hai deciso proprio di aprire un determinato tipo di ristorante e non un altro? La risposta deve risiedere in questa analisi della concorrenza.

Meglio trovare una propria nicchia di mercato piuttosto che farsi la guerra del prezzo più basso.

A questo punto presenti la tua location e spieghi il motivo per cui l’hai scelta. La location è fondamentale perché il tuo progetto abbia successo e io non posso dirti qual è quella ideale per il tuo ristorante, ma posso darti un consiglio: entra in un’ottica di sistema. Non guardare la tua location come un luogo isolato, ma rapportala a tutto quello che la circonda, come concorrenza, stazioni, università.

 

MODELLO DI BUSINESS

In questa sezione devi entrare nel dettaglio economico della tua azienda:

 

  • Quanti dipendenti hai?
  • Quali sono i tuoi processi operativi?
  • Quali supporti tecnici hai a disposizione?
  • Quali supporti software hai a disposizione?
  • Quali sono i tuoi fornitori?
  • Qual è il tuo modello di vendita?

 

Oltre a fare molto comodo a te come imprenditore, questi dati devono far comprendere che hai già un’idea ben precisa della tua attività imprenditoriale e che sai quello che fai, cioè che basi le tue scelte strategiche ed economiche non su stati d’animo o consigli estemporanei dei tuoi familiari, ma su solidi dati oggettivi.

Poi, per carità, ogni dato oggettivo può essere interpretato e piegato ai tuoi interessi, ma tu devi presentarti, anche se stai parlando di un’attività non ancora aperta, come un imprenditore in controllo e che ha un’idea precisa di quello che sarà il futuro del suo ristorante.

 

SOCIETÀ E SOCI

Qual è la tua forma societaria? (Spero che sia una S.R.L.) Qui devi evidenziare le particolarità della tua forma societaria, elencare i tuoi soci, il capitale sociale che hai a disposizione, quali sono le quote societarie e chi è l’amministratore.

Nota importante: prima di fondare la tua società non dimenticare mai i patti parasociali con i tuoi soci. Non vorresti mai trovarti con un’azienda di successo e in disaccordo con i tuoi soci sulle scelte strategiche da intraprendere, vero?

 

GESTIONE ECONOMICO/FINANZIARIA

 A questo punto arriva la parte più importante e fondamentale: la proiezione finanziaria della tua azienda per i prossimi 5 anni, il costo del tuo investimento e le risorse finanziarie previste.

Devi calcolare il tuo punto di pareggio, il tuo stato patrimoniale e soprattutto, una possibile valutazione dei futuri rischi, e come potresti risolverli.

Praticamente devi presentare la scheda clinica finanziaria della tua azienda e far sì che sia più in salute possibile.

 

CONCLUSIONE

Come hai visto, presentare un Business Plan non è uno scherzo.

Ma se deciderai di investire il tempo e le risorse necessarie a presentare il tuo progetto, le porte degli istituti di credito per te saranno sempre aperte e il tuo unico limite sarà la fantasia e l’intraprendenza imprenditoriale.

Se vuoi leggere un altro articolo sull’argomento, ti consiglio questo articolo che ho scritto in collaborazione con Alessandro Tescari su come approcciarsi a dovere alle banche.

 

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  3. Se invece hai già compiuto tutti questi step, ti consiglio caldamente di iscriverti al Clan dei Ristoratore, la prima e unica membership di formazione dedicata agli imprenditori in ristorazione.

 

Facciamo i numeri

Emiliano

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